I nuovi idoli virtuali degli adolescenti

I nuovi idoli virtuali degli adolescenti: istruzioni per l’uso

Con la presenza sempre più pressante dei social e delle tante applicazioni che la maggior parte degli adolescenti utilizza, hanno acquisito sempre più seguito i cosiddetti idoli della realtà virtuale. Ragazzi e ragazze spesso molto giovani che arrivano ad avere un seguito notevole e che esercitano un’influenza rilevante sugli adolescenti.

Gli idoli virtuali degli adolescenti: una lontananza che diventa vicinanza

La potenza di questi nuovi idoli virtuali degli adolescenti risiede nel legame speciale che riescono a creare con i propri seguaci. Attraverso i social rendono partecipi i propri followers di ogni aspetto della propria vita e questo fa sentire gli adolescenti maggiormente coinvolti.

Per molti ragazzi questi idoli diventano quasi degli amici da contattare tramite messaggi, a cui chiedere aiuto, da incontrare non appena ce n’è l’occasione. Quando il mondo fuori diventa confuso e complicato a causa dei numerosi cambiamenti a cui sono chiamati a rispondere, ecco che la realtà virtuale è rifugio e gli idoli, amici a cui potersi appoggiare.

È proprio la sensazione di vicinanza con questi ragazzi che porta spesso gli adolescenti ad attribuire loro un’importanza fondamentale.

Gli idoli virtuali rappresentano quindi per gli adolescenti le sole persone in grado di capire il periodo difficile che stanno vivendo, gli unici a poterli salvare da tutti i problemi.

Un’ulteriore spinta è rappresentata dall’influenza reciproca tra gli adolescenti: se gli amici seguono un particolare idolo di conseguenza si sarà portati, per curiosità o per non sentirsi da meno, a farlo a propria volta. Questi idoli virtuali assistono quindi ad una crescita esponenziale dei followers che li porta in breve tempo a raggiungere una fama quasi inspiegabilmente.

Come si devono comportare i genitori?

Per quei genitori che si sentono allarmati da questo fenomeno è utile ridimensionarne la portata tenendo a mente come anch’essi, da ragazzi, abbiano avuto i propri cantanti e attori preferiti. Ogni epoca ha avuto i propri idoli ed è certo che in quella attuale, in cui la tecnologia la fa da padrone, tutto risulti ulteriormente amplificato. Un tempo gli idoli erano visti come irraggiungibili, idealizzati e non umani, mentre ora il fascino sta proprio nel poterli quasi toccare avendo la sensazione di conoscerli come fossero degli amici.

Capire come funzionano le dinamiche, invece di opporvisi, è un modo utile per comprendere -e non solo criticare- questo mondo che, per molti genitori, risulta ostico e sconosciuto. La tendenza potrebbe essere quella di preoccuparsi se proprio figlio sembra investire troppo su queste figure oppure prendersene gioco e minimizzare. Questi atteggiamenti però sono controproducenti in quanto vanno a creare una distanza.

Dimostrare curiosità per la loro realtà virtuale permette invece di avvicinarsi con cautela a questa nuova realtà e a trovare dei punti di contatto con i propri ragazzi.

Gli idoli virtuali degli adolescenti: quando allarmarsi non serve

Finché il mondo relazionale dell’adolescente rimane vario e non focalizzato unicamente sugli idoli virtuali non è necessario allarmarsi. Se infatti il coinvolgimento non risulta eccessivo in maniera tale da compromettere i rapporti reali che il ragazzo può avere con i pari, questa può considerarsi una fase passeggera. La voglia di ricercare un modello, qualcuno in cui identificarsi è comprensibile a quest’età.

Durante il processo di crescita inoltre i ragazzi sono portati a ricercare le proprie figure di riferimento, che fino a poco tempo prima erano rappresentate dai genitori, nel mondo esterno e alle volte virtuale. Per questi motivi è il caso di allarmarsi solo se questa fase dovesse protrarsi troppo a lungo nel tempo o se gli impegni e gli interessi reali del ragazzo dovessero riguardare limitatamente solo gli idoli virtuali.

In caso contrario, come per affrontare la maggioranza delle problematiche tipiche dell’adolescenza, è importante ricercare dialogo e comprensione.





A cura di Adriano Legacci e Anna Galtarossa

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